IPERVISION E SMILE: PER ELIMINARE I DIFETTI VISIVI

SMILE  è una innovativa tecnica  per risolvere i difetti visivi come miopia, ipermetropia ed anche l’astigmatismo E’ un procedimento sicuro ed efficace  che viene effettuato dai professionisti dello studio.

La chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri è una tecnica chirurgica sicura ed efficace grazie alla quale da diversi anni ormai si possono correggere i difetti di vista  come miopia ipermetropia, presbiopia ed astigmatismo applicando il trattamento sulla superficie corneale. Fino ad ora la PRK e la LASIK sono state considerate le procedure chirurgiche di riferimento e si sono dimostrate tecniche efficaci e sicure nella correzione dei vizi di refrazione, ma oggi si aprono nuove prospettive e possibilità rivoluzionarie per quanti desiderino correggere definitivamente i propri difetti di vista. Tale innovazione è possibile grazie all'utilizzo ed alla diffusione, nella pratica clinica, del laser a femtosecondi. Si tratta di un modernissimo e velocissimo laser a diodi di ultima generazione che riesce ad effettuare, nella cornea sana, tagli di estrema predicibilità, precisione ed esattamente programmabili, riproducendo l'effetto di un bisturi luce che esegue un taglio 3D all'interno della cornea, scolpita e rimodellata in modo personalizzato in base alle esigenze visive del singolo paziente. I laser a femtosecondi di ultima generazione, dotati di altissima frequenza e bassi livelli di energia, riescono ad ottenere superfici di taglio corneale altamente precise e regolari di profondità, estensione e direzione, perfettamente programmabili. La vera innovazione del laser a femtosecondi è anche la possibilità di applicare la procedura SMILE (Small Incision Extraction), che garantisce risultati molto più soddisfacenti soprattutto nel caso di miopie elevate. L'evoluzione tecnologica apportata dalla tecnica SMILE nella chirurgia refrattiva si traduce  in una minima invasività sulle cornee trattate, nel massimo risparmio dei tessuti sani e nella soddisfazione dei pazienti per il comfort intraoperatorio, postoperatorio e per i risultati ottenuti. La tecnica SMILE è infatti un trattamento estremamente preciso, efficace e sicuro, perché elimina o riduce marcatamente i difetti di vista nella maggior parte dei pazienti. 
 

I laser a eccimeri

I primi laser ad eccimeri sono stati sviluppati all’inizio degli anni 70 nell’ambito dei programmi di sviluppo della tecnologia industriale, infatti inizialmente queste sofisticate apparecchiature venivano utilizzate per praticare finissime incisioni sui circuiti stampati del computer. L’utilizzo del laser ad eccimeri in oftalmologia e’ stato proposto per la prima volta nel 1983 dallo statunitense Stephen Trokel.
Il Laser ad eccimeri e’ un apparecchio in grado di produrre un fascio di luce con una lunghezza d’onda di 193 nanometri, quindi nel campo dell’ultravioletto, di colore omogeneo e non visibile.Un fascio di luce laser con queste caratteristiche si sostituisce al vecchio bisturi del chirurgo tradizionale con il vantaggio di un costante controllo da parte di un computer. Il raggio laser al contatto con la cornea, grazie alla sua energia, e’ in grado di asportare (ablare) piccole quantita’ di tessuto (0,25 micron ad ogni impulso) mediante un fenomeno di evaporazione tessutale, senza peraltro danneggiare il tessuto circostante.Con questa procedura si ottiene un rimodellamento del profilo corneale con una variazione del suo potere refrattivo mirato a ridurre, e nei casi migliori, a correggere completamente il vizio refrattivo dell’occhio.
Il profilo corneale viene appiattito in caso di miopia e incurvato in caso di ipermetropia, nel primo caso il potere diottrico corneale diminuira’ e nel secondo caso andra’ incontro ad un aumento; in entrambi i casi lo scopo e’ quello di portare il fuoco delle immagini sul piano retinico. L’evoluzione tecnologica di queste macchine nel corso di questi ultimi anni e’ stata enorme. Oggi nei centri di chirurgia refrattiva piu’ all’avanguardia sono disponibili macchine di ultima generazione tra le cui caratteristiche particolarmente importanti si sono dimostrate: -Eye-tracker -sistema di inseguimento dell’occhio; -Customized Ablation – profilo di ablazione personalizzata

Il laser intrastromale a femtosecondi

Si tratta di un innovativo strumento di precisione prodotto dalla tecnologia di una azienda americana, la IntraLase Corporation di San Francisco. Il laser intrastromale a Femtosecondi consente agli oculisti che eseguono interventi di chirurgia refrattiva di poter finalmente creare un lembo corneale con caratteristiche di diametro e spessore assolutamente corrispondenti a quelle desiderate; tale strumento e’ percio’ inevitabilmente destinato nel tempo a sostituire integralmente il microcheratomo ad avanzamento motorizzato. Il laser a Femtosecondi prende il nome dalla sua frequenza di emissione: 10.000 impulsi al secondo di luce monocromatica a lunghezza d’onda pari a 1.053 nanometri; il raggio laser ha un diametro di soli 3 micron, cioe’ 3 millesimi di millimetro. Il laser intrastromale ha ricevuto l’approvazione dall’ FDA (Food & Drug Administration, l’organo di controllo federale degli Stati Uniti) nel Dicembre 1999 ed e’ stato presentato per la prima volta all’ American Academy of Ophthalmology nel meeting annuale dell’Ottobre 2000. Ma come agisce nel tessuto corneale? Il laser determina, all’interno dello stroma corneale, una microesplosione che genera delle piccole bolle d’aria che separano le lamelle corneali; grazie alla sofisticata tecnologia e al controllo computerizzato, e’ possibile creare geometrie e piani di taglio personalizzate, cioe’ adatte al singolo caso clinico e con un controllo di assoluta precisione che solo un computer puo’ garantire. Cio’ ha portato ad una vera e propria rivoluzione nel campo della microchirurgia oftalmica.

Ad esempio uno dei primi vantaggi e’ che non si ha piu’ la tanto indesiderata variabilita’ dello spessore del lembo, come avviene nel caso del microcheratomo ad avanzamento motorizzato LASIK (tutt’ora eseguita da molti chirurghi oculisti in Italia); non solo il trattamento laser, ma anche la creazione del lembo puo’ finalmente essere customizzato.

Il chirurgo e’ meno condizionato dai limiti rappresentati dalla curvatura corneale (specialmente nel caso dell’ipermetropia e dell’astigmatismo) e dallo spessore corneale; inoltre, in caso di perdita di suzione (una temibile complicanza dell’uso del microcheratomo, soprattutto durante la curva di apprendimento del chirurgo) e’ possibile riprogrammare la fase di taglio a distanza di alcuni minuti od ore; e, quel che e’ piu’ importante, sara’ solamente un drammatico ricordo la possibilita’ di creare un danno dalle conseguenze imprevedibili, come un taglio incompleto od irregolare con una perdita parziale o totale del lembo.Il laser intrastromale e’ gia’ di grande aiuto al microchirurgo oculista anche per altre procedure.Proprio grazie alla sua grande versatilita’ nel creare geometrie di taglio, e’ possibile ottenere grande precisione nel caso di interventi terapeutici;pensiamo ad esempio alla cheratoplastica lamellare (trapianto di cornea), grazie al laser intrastromale, il chirurgo puo’ asportare il tessuto danneggiato o malato e sostituirlo con quello sano ottenuto da un donatore con una forma esattamente identica e, percio’, in grado di integrarsi con assoluta precisione nel tessuto sano del ricevente. Non solo, ma e’ notevolmente ridotta la necessita’ di applicare la sutura che e’ causa dell’astigmatismo postoperatorio, spesso cosi elevato da ridurre enormemente i benefici del trapianto di cornea effettuato con trapani meccanizzati.Ne beneficeranno pazienti con esiti causticazioni corneali, di cheratiti da herpes, di precedenti cattivi interventi; o pazienti affetti da patologie degenerative della cornea; tra queste ultime, va ricordato sicuramente il cheratocono, che e’ causa di gravi disturbi visivi in pazienti giovani e che spesso, anche dopo un trapianto di cornea eseguita con la tecnica convenzionale, ottengono scarsi benefici a causa dell’imprevedibile astigmatismo residuo postoperatorio che annulla gli effetti dello stesso trapianto.In Italia oggi sono disponibili pochissimi laser intrastromali non piu’ di quattro o cinque, noi utilizziamo questa sofisticata tecnologia sia all’ospedale Misericordia e Dolce di Prato sia nella clinica Day Clinic Portale Valsecchi di Mantova.

Lente nel sacco capsulare

La tecnica prevede la sostituzione del cristallino con una lente artificiale.Questa tecnica e’ essenzialmente simile alla procedura chirurgica in uso per la cataratta.L’intervento viene eseguito mediante tecnica di facoemulsificazione e contemporaneo impianto di IOL di potere tale da eliminare il vizio refrattivo del paziente.L’intervento chirurgico viene eseguito in anestesia locale (cioe’ con una iniezione in vicinanza del bulbo oculare) o topica, cioe’ mediante l’instillazione di un collirio anestetico.Il tutto avviene mediante una incisione corneale di poco piu’ di 2 mm, dopo di che si esegue una capsuloressi (apertura controllata della capsula anteriore del cristallino, una sorta di “sacchetto” nel quale si trova alloggiato il cristallino), si introduce nell’occhio una piccola sonda ad ultrasuoni che inizialmente frantuma ed in seguito aspira il cristallino. Si procede, quindi, all’impianto della lente (cristallino artificiale o lente intraoculare) che ha lo scopo di rimpiazzare la funzionalita’ refrattiva posseduta dal cristallino naturale.Il potere del cristallino artificiale da impiantare viene calcolata prima dell’intervento, grazie ad un esame ecografico (biometria) ed all’applicazione di particolari formule matematiche che consentono di prevedere con una buona approssimazione il risultato refrattivo dopo l’intervento. I risultati refrattivi sono per lo piu’ accettabili anche se non sempre il calcolo del potere della lente artificiale, da impiantare, risulta semplice, soprattutto in caso di miopie elevate.La convalescenza del periodo postoperatorio e’ relativamente breve;nei casi piu’ favorevoli si puo’ assistere ad un recupero pressoche’ totale nell’arco delle prime 24 ore;talvolta la reazione infiammatoria che segue all’intervento allunga i tempi di recupero.A distanza di tempo, si puo’ verificare un opacamento (cataratta secondaria) del sacco capsulare.In questo caso una semplice applicazione di laser puo’ ridare la trasparenza e la nitidezza delle immagini, risolvendo in modo definitivo il problema.Le complicanze di questo intervento sono le stesse di un normale intervento di cataratta. L’utilizzo di un leggero occhiale talvolta si rende necessario per ottimizzare la visione da lontano.