OCCHI CHE INVECCHIANO? NO PROBLEM SE TI RIVOLGI ALL'OCULISTA

I difetti visivi  e le malattie oculari possono comparire a qualsiasi età e la prevenzione e un controllo regolare da parte di un professionista della visione sono alcuni degli elementi chiave  per preservare la visione nel tempo.I nostri occhi, infatti sono delicati e preziosi al contempo e si evolvono durante tutta la vita. Alcune malattie degli occhi sono più frequenti a partire dai 60 anni. Poiché i primi segni di queste malattie sono talvolta difficili da individuare, è bene programmare ogni 12 mesi circa un appuntamento con un oculista.  La cataratta ad esempio è l’opacizzazione  del cristallino, e può comparire verso i 60/65 anni. Si forma una sorta di velo che impedisce alla luce di raggiungere la retina. I colori possono apparire più opachi e le luci più intense particolarmente abbaglianti. Solamente l'inserimento chirurgico di una lentina di ultima generazione che sostituisce il cristallino naturale può consentire di recuperare una vista normale e viene eseguita dai professionisti di Ipervision in centri specializzati. Quest'intervento è oggi uno dei più eseguiti in tutto il mondo e sono oltre 550 mila gli interventi di chirurgia della cataratta eseguiti ogni anno in Italia. A 60 anni è possibile anche che si possa sviluppare il glaucoma, una seria patologia chiamata il silenzioso ladro della vista che  comporta inizialmente la perdita della visione periferica, e, in seguito, di quella centrale.
Infine tra i 75 e gli 80 anni è possibile che insorga su 1 persona su 3 la  degenerazione maculare legata all'età. Questa patologia danneggia la macula, la parte centrale della retina, e causa una perdita della visione centrale. Distorsione di linee rette, diminuzione dell'acuità visiva, riduzione della sensibilità al contrasto possono tutti essere segni precoci di degenerazione maculare legata all'età ed è per questo che è bene rivolgersi all’oculista.
Tutte queste patologie possono essere identificate dall’oculista durante una visita di controllo ed è per questo che bisogna sottoporsi ad un esame periodicamente.

LA LUCE DA AMICA PUO' DIVENTARE NEMICA?

Finalmente con la bella stagione passiamo da una situazione di torpore ad una di piena attività. L’arrivo della primavera e tra poco dell'estate  invoglia molti di noi a far camminate all'aria aperta, a giocare in spiaggia, a fare attività sportiva.  Bisogna sempre però ricordare che l’esposizione alla radiazione solare diretta e per molte ore comporta diversi rischi per la salute, non ultimo quello di danneggiare la vista.  I raggi ultravioletti (UV)-A, non visibili dall’occhio umano, e la luce blu, visibile, rappresentano due delle porzioni più energetiche della radiazione solare e possono, a lungo andare, danneggiare la retina.
Pertanto è bene sottoporsi prima di andare in vacanza ad una visita oculistica, idratarsi e soprattutto proteggere i propri occhi con lenti e montature adeguate.

INIZIA LA BELLA STAGIONE:ATTENZIONE AL SOLE

 Gli occhi sono strutture delicate, che necessitano di adeguata protezione durante tutto il corso dell’anno. Il discorso vale ancora di più per i mesi estivi, quando l’irradiazione solare è più intensa e maggiore è il tempo che si trascorre all’aria aperta. Gli occhi sono infatti esposti per un periodo più lungo alla luce ed ai raggi UV, all’azione di vento, sabbia, acqua salata o ricca di cloro. È quindi possibile che si verifichino, nel breve periodo, irritazioni e arrossamenti transitori. Nel lungo periodo, invece, l’azione dei raggi UV può favorire l’insorgenza di patologie più gravi, come congiuntiviti e cheratiti attiniche. Inoltre pochi sanno che anche la cataratta e le maculopatie, vere e proprie lesioni alla retina possono essere favorite dall’esposizione ai raggi solari. Il rischio di incorrere in problemi di questo genere aumenta in modo esponenziale con l’abitudine di esporsi al sole, al riverbero dei raggi sulla sabbia (che ne aumenta l’intensità del 15 per cento), sull’acqua di mare, lago e piscina e sulla neve dei ghiacciai (che li rendono intensi fino al 30 per cento in più).
 Eppure, da recenti sondaggi condotti in Europa e negli Usa risulta che la consapevolezza dei possibili danno agli occhi dovuti al sole è ancora scarsa: solo il 14 per cento circa della popolazione adulta protegge gli occhi in modo adeguato. Particolarmente scarsa è l’attenzione rivolta a categorie a rischio, come i bambini, i cui occhi in fase di crescita sono delicati e vanno quindi difesi con particolare attenzione, per prevenire possibili problemi più avanti con gli anni. Lo stesso discorso vale per gli anziani, molti dei quali sono soggetti a patologie come la cataratta. Vederci bene, per una persona anziana significa conservare più a lungo possibile la propria autosufficienza
Sottoporsi a qualsiasi età a una visita dallo specialista oftalmologo significa verificare che i propri occhi siano sani e apprendere le strategie più efficaci per difenderli nella stagione calda.

IPERVISION: TECNOLOGIE D'AVANGUARDIA A SERVIZIO DEL PAZIENTE. A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE MA NON SCHERZARE CON LA TUA VISTA

E' iniziato il periodo carnevalesco e fino a Quaresima, scherzi e burle saranno  i veri protagonisti delle giornate di grandi e piccini.
La vista è però un bene prezioso e non bisogna scherzare con essa.
Fare periodici controlli e sottoporsi a visite oculistiche accurate è necessario per prevenire l'insorgere di patologie visive serie come il glaucoma o la degenerazione maculare senile o evidenziare tempestivamente difetti visivi, come miopia, ipermetropia, presbiopia e astigmatismo.
Il glaucoma è  definito " il ladro silenzioso della vista" perchè gradualmente, senza che all'inizio una persona se ne accorga, porta alla perdita della vista a causa di un danno irreversibile al nervo ottico, il nervo che trasmette le immagini al cervello. Non è accompagnato da sintomi e quindi se non viene diagnosticato e curato in tempo conduce silenziosamente alla perdita della vista. E' bene dunque sottoporsi a visite oculistiche proprio per scongiurare la presenza di questa seria malattia.
La degenerazione maculare è una patologia che colpisce invece  la macula, la regione centrale della retina, deputata alla visione distinta. Si distinguono due forme di malattia, che possono dare come esito finale una grave ipovisione. La prima è la forma atrofica, o secca, in cui si manifesta un'atrofia progressiva della macula, dovuta a un processo d’invecchiamento patologico. La seconda è la forma essudativa, o umida, con un’eziopatogenesi differente: dalla coroide, una lamina del bulbo oculare, si sviluppano vasi neoformati che, nel tentativo di vicariare una sofferenza ischemica, invadono la regione maculare. Intervenire tempestivamente è  il più potente alleato che i nostri occhi possono avere.
Per vivere bene è infatti fondamentale poter vedere bene e per determinare se le nostre capacità visive sono al massimo delle loro potenzialità è consigliabile sottoporsi periodicamente ad un controllo dal medico oculista. Tutti i difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia) possono trovare nuove soluzioni  e le patologie più serie possono essere diagnosticate e trattate con tecnologie e farmaci all'avanguardia.
I professionisti dello studio Ipervision sono sempre a disposizione mettendo al servizio del Paziente, la propria professionalità e le attrezzature di ultimissima generazione.

IPERVISION E SMILE: PER ELIMINARE I DIFETTI VISIVI

SMILE  è una innovativa tecnica  per risolvere i difetti visivi come miopia, ipermetropia ed anche l’astigmatismo E’ un procedimento sicuro ed efficace  che viene effettuato dai professionisti dello studio.

La chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri è una tecnica chirurgica sicura ed efficace grazie alla quale da diversi anni ormai si possono correggere i difetti di vista  come miopia ipermetropia, presbiopia ed astigmatismo applicando il trattamento sulla superficie corneale. Fino ad ora la PRK e la LASIK sono state considerate le procedure chirurgiche di riferimento e si sono dimostrate tecniche efficaci e sicure nella correzione dei vizi di refrazione, ma oggi si aprono nuove prospettive e possibilità rivoluzionarie per quanti desiderino correggere definitivamente i propri difetti di vista. Tale innovazione è possibile grazie all'utilizzo ed alla diffusione, nella pratica clinica, del laser a femtosecondi. Si tratta di un modernissimo e velocissimo laser a diodi di ultima generazione che riesce ad effettuare, nella cornea sana, tagli di estrema predicibilità, precisione ed esattamente programmabili, riproducendo l'effetto di un bisturi luce che esegue un taglio 3D all'interno della cornea, scolpita e rimodellata in modo personalizzato in base alle esigenze visive del singolo paziente. I laser a femtosecondi di ultima generazione, dotati di altissima frequenza e bassi livelli di energia, riescono ad ottenere superfici di taglio corneale altamente precise e regolari di profondità, estensione e direzione, perfettamente programmabili. La vera innovazione del laser a femtosecondi è anche la possibilità di applicare la procedura SMILE (Small Incision Extraction), che garantisce risultati molto più soddisfacenti soprattutto nel caso di miopie elevate. L'evoluzione tecnologica apportata dalla tecnica SMILE nella chirurgia refrattiva si traduce  in una minima invasività sulle cornee trattate, nel massimo risparmio dei tessuti sani e nella soddisfazione dei pazienti per il comfort intraoperatorio, postoperatorio e per i risultati ottenuti. La tecnica SMILE è infatti un trattamento estremamente preciso, efficace e sicuro, perché elimina o riduce marcatamente i difetti di vista nella maggior parte dei pazienti. 
 

I laser a eccimeri

I primi laser ad eccimeri sono stati sviluppati all’inizio degli anni 70 nell’ambito dei programmi di sviluppo della tecnologia industriale, infatti inizialmente queste sofisticate apparecchiature venivano utilizzate per praticare finissime incisioni sui circuiti stampati del computer. L’utilizzo del laser ad eccimeri in oftalmologia e’ stato proposto per la prima volta nel 1983 dallo statunitense Stephen Trokel.
Il Laser ad eccimeri e’ un apparecchio in grado di produrre un fascio di luce con una lunghezza d’onda di 193 nanometri, quindi nel campo dell’ultravioletto, di colore omogeneo e non visibile.Un fascio di luce laser con queste caratteristiche si sostituisce al vecchio bisturi del chirurgo tradizionale con il vantaggio di un costante controllo da parte di un computer. Il raggio laser al contatto con la cornea, grazie alla sua energia, e’ in grado di asportare (ablare) piccole quantita’ di tessuto (0,25 micron ad ogni impulso) mediante un fenomeno di evaporazione tessutale, senza peraltro danneggiare il tessuto circostante.Con questa procedura si ottiene un rimodellamento del profilo corneale con una variazione del suo potere refrattivo mirato a ridurre, e nei casi migliori, a correggere completamente il vizio refrattivo dell’occhio.
Il profilo corneale viene appiattito in caso di miopia e incurvato in caso di ipermetropia, nel primo caso il potere diottrico corneale diminuira’ e nel secondo caso andra’ incontro ad un aumento; in entrambi i casi lo scopo e’ quello di portare il fuoco delle immagini sul piano retinico. L’evoluzione tecnologica di queste macchine nel corso di questi ultimi anni e’ stata enorme. Oggi nei centri di chirurgia refrattiva piu’ all’avanguardia sono disponibili macchine di ultima generazione tra le cui caratteristiche particolarmente importanti si sono dimostrate: -Eye-tracker -sistema di inseguimento dell’occhio; -Customized Ablation – profilo di ablazione personalizzata

Il laser intrastromale a femtosecondi

Si tratta di un innovativo strumento di precisione prodotto dalla tecnologia di una azienda americana, la IntraLase Corporation di San Francisco. Il laser intrastromale a Femtosecondi consente agli oculisti che eseguono interventi di chirurgia refrattiva di poter finalmente creare un lembo corneale con caratteristiche di diametro e spessore assolutamente corrispondenti a quelle desiderate; tale strumento e’ percio’ inevitabilmente destinato nel tempo a sostituire integralmente il microcheratomo ad avanzamento motorizzato. Il laser a Femtosecondi prende il nome dalla sua frequenza di emissione: 10.000 impulsi al secondo di luce monocromatica a lunghezza d’onda pari a 1.053 nanometri; il raggio laser ha un diametro di soli 3 micron, cioe’ 3 millesimi di millimetro. Il laser intrastromale ha ricevuto l’approvazione dall’ FDA (Food & Drug Administration, l’organo di controllo federale degli Stati Uniti) nel Dicembre 1999 ed e’ stato presentato per la prima volta all’ American Academy of Ophthalmology nel meeting annuale dell’Ottobre 2000. Ma come agisce nel tessuto corneale? Il laser determina, all’interno dello stroma corneale, una microesplosione che genera delle piccole bolle d’aria che separano le lamelle corneali; grazie alla sofisticata tecnologia e al controllo computerizzato, e’ possibile creare geometrie e piani di taglio personalizzate, cioe’ adatte al singolo caso clinico e con un controllo di assoluta precisione che solo un computer puo’ garantire. Cio’ ha portato ad una vera e propria rivoluzione nel campo della microchirurgia oftalmica.

Ad esempio uno dei primi vantaggi e’ che non si ha piu’ la tanto indesiderata variabilita’ dello spessore del lembo, come avviene nel caso del microcheratomo ad avanzamento motorizzato LASIK (tutt’ora eseguita da molti chirurghi oculisti in Italia); non solo il trattamento laser, ma anche la creazione del lembo puo’ finalmente essere customizzato.

Il chirurgo e’ meno condizionato dai limiti rappresentati dalla curvatura corneale (specialmente nel caso dell’ipermetropia e dell’astigmatismo) e dallo spessore corneale; inoltre, in caso di perdita di suzione (una temibile complicanza dell’uso del microcheratomo, soprattutto durante la curva di apprendimento del chirurgo) e’ possibile riprogrammare la fase di taglio a distanza di alcuni minuti od ore; e, quel che e’ piu’ importante, sara’ solamente un drammatico ricordo la possibilita’ di creare un danno dalle conseguenze imprevedibili, come un taglio incompleto od irregolare con una perdita parziale o totale del lembo.Il laser intrastromale e’ gia’ di grande aiuto al microchirurgo oculista anche per altre procedure.Proprio grazie alla sua grande versatilita’ nel creare geometrie di taglio, e’ possibile ottenere grande precisione nel caso di interventi terapeutici;pensiamo ad esempio alla cheratoplastica lamellare (trapianto di cornea), grazie al laser intrastromale, il chirurgo puo’ asportare il tessuto danneggiato o malato e sostituirlo con quello sano ottenuto da un donatore con una forma esattamente identica e, percio’, in grado di integrarsi con assoluta precisione nel tessuto sano del ricevente. Non solo, ma e’ notevolmente ridotta la necessita’ di applicare la sutura che e’ causa dell’astigmatismo postoperatorio, spesso cosi elevato da ridurre enormemente i benefici del trapianto di cornea effettuato con trapani meccanizzati.Ne beneficeranno pazienti con esiti causticazioni corneali, di cheratiti da herpes, di precedenti cattivi interventi; o pazienti affetti da patologie degenerative della cornea; tra queste ultime, va ricordato sicuramente il cheratocono, che e’ causa di gravi disturbi visivi in pazienti giovani e che spesso, anche dopo un trapianto di cornea eseguita con la tecnica convenzionale, ottengono scarsi benefici a causa dell’imprevedibile astigmatismo residuo postoperatorio che annulla gli effetti dello stesso trapianto.In Italia oggi sono disponibili pochissimi laser intrastromali non piu’ di quattro o cinque, noi utilizziamo questa sofisticata tecnologia sia all’ospedale Misericordia e Dolce di Prato sia nella clinica Day Clinic Portale Valsecchi di Mantova.

Lente nel sacco capsulare

La tecnica prevede la sostituzione del cristallino con una lente artificiale.Questa tecnica e’ essenzialmente simile alla procedura chirurgica in uso per la cataratta.L’intervento viene eseguito mediante tecnica di facoemulsificazione e contemporaneo impianto di IOL di potere tale da eliminare il vizio refrattivo del paziente.L’intervento chirurgico viene eseguito in anestesia locale (cioe’ con una iniezione in vicinanza del bulbo oculare) o topica, cioe’ mediante l’instillazione di un collirio anestetico.Il tutto avviene mediante una incisione corneale di poco piu’ di 2 mm, dopo di che si esegue una capsuloressi (apertura controllata della capsula anteriore del cristallino, una sorta di “sacchetto” nel quale si trova alloggiato il cristallino), si introduce nell’occhio una piccola sonda ad ultrasuoni che inizialmente frantuma ed in seguito aspira il cristallino. Si procede, quindi, all’impianto della lente (cristallino artificiale o lente intraoculare) che ha lo scopo di rimpiazzare la funzionalita’ refrattiva posseduta dal cristallino naturale.Il potere del cristallino artificiale da impiantare viene calcolata prima dell’intervento, grazie ad un esame ecografico (biometria) ed all’applicazione di particolari formule matematiche che consentono di prevedere con una buona approssimazione il risultato refrattivo dopo l’intervento. I risultati refrattivi sono per lo piu’ accettabili anche se non sempre il calcolo del potere della lente artificiale, da impiantare, risulta semplice, soprattutto in caso di miopie elevate.La convalescenza del periodo postoperatorio e’ relativamente breve;nei casi piu’ favorevoli si puo’ assistere ad un recupero pressoche’ totale nell’arco delle prime 24 ore;talvolta la reazione infiammatoria che segue all’intervento allunga i tempi di recupero.A distanza di tempo, si puo’ verificare un opacamento (cataratta secondaria) del sacco capsulare.In questo caso una semplice applicazione di laser puo’ ridare la trasparenza e la nitidezza delle immagini, risolvendo in modo definitivo il problema.Le complicanze di questo intervento sono le stesse di un normale intervento di cataratta. L’utilizzo di un leggero occhiale talvolta si rende necessario per ottimizzare la visione da lontano.